Il brief perfetto non esiste, ma possiamo avvicinarci

Febbraio 17, 2025

Se lavori nel mondo della comunicazione e del design, sai bene che il brief è il punto di partenza di ogni progetto. O meglio, dovrebbe esserlo.

Nella teoria, un brief è un documento chiaro, dettagliato e strategico che permette a chi lavora su un progetto di avere tutte le informazioni necessarie per portarlo a termine con successo.

Nella pratica? Spesso è un guazzabuglio di richieste vaghe, obiettivi confusi e frasi come:

🔹 “Lo voglio WOW!”
🔹 “Creativo, ma semplice, ma di impatto!”
🔹 “Facciamo come Apple, ma diverso.”
🔹 “Non so, fai tu, sei il creativo!”

Suona familiare? Bene, allora questo articolo fa per te.

Perché un brief sbagliato è l’inizio di un disastro

Un brief vago è l’inizio di un tunnel senza uscita:

❌ Troppe revisioni → perché le aspettative non erano chiare fin dall’inizio.
❌ Tempi infiniti → perché si scoprono dettagli fondamentali… a metà progetto.
❌ Frustrazione per tutti → perché il designer diventa un sensitivo che cerca di “intuire” cosa vuole il cliente.

Il problema è che, molto spesso, il cliente stesso non ha le idee chiare. E questo si riflette nel brief.

Ma allora, come possiamo risolvere il problema?

Le 4 domande fondamentali per un brief decente

Un brief efficace non ha bisogno di essere un trattato di 20 pagine, ma deve rispondere ad alcune domande chiave:

1. Qual è l’obiettivo?
Cosa deve ottenere il progetto? Aumentare la brand awareness? Lanciare un prodotto? Educare il pubblico?

2. A chi ci rivolgiamo?
Chi è il target? Che tono di voce si usa? Cosa funziona e cosa no con questo pubblico?

3. Quali sono i riferimenti visivi e il mood?
Ci sono brand simili a cui ispirarsi? Quali colori, font, immagini sono da evitare?

4. Quali sono i vincoli?
Tempi, budget, formati, materiali… Tutte informazioni che è meglio sapere prima, e non quando il progetto è già a metà strada.

Se il brief risponde a queste domande, hai una base solida su cui lavorare. Se manca tutto questo… preparati a un percorso pieno di ostacoli.

Il brief perfetto non esiste, ma possiamo avvicinarci

Diciamolo: il brief perfetto è un’utopia. Ma quello che possiamo fare è indirizzare i clienti a dare indicazioni più chiare e strutturate.

Come?

🔹 Chiedendo le informazioni giuste fin da subito. Se il cliente non sa cosa rispondere, aiutiamolo con domande mirate.
🔹 Mostrando esempi concreti. Un riferimento visivo aiuta a evitare fraintendimenti.
🔹 Definendo bene il processo di lavoro. Un brief chiaro non è un optional, è una garanzia per entrambi.

Il nostro lavoro non è leggere nel pensiero, ma progettare soluzioni efficaci. E per farlo, serve partire con le informazioni giuste.